mercoledì 11 aprile 2018

Gancho Perfecto



 In questa ultima settimana sono stato a Margalef (in un post su Instagram ho scritto che è il secondo posto migliore del mondo, più avanti vi dico qual è il primo!). L’idea iniziale era di provare il progetto di Chris Sharma, Perfecto Mundo, un probabile 9b+ che ho già provato per qualche giorno quest’inverno ma che si era rivelato troppo duro. Il piano, messo in atto con Lorenzo Luck, era di scalare 3 giorni, fare un giorno di riposo, e strizzarle altri 3 giorni, ed è un piano perfetto per chi può andare una settimana a scalare da qualche parte, lo posso raccomandare!
La via si trova al Raco della Finestra, ideale in primavera e autunno e di solito troppo freddo d’inverno (chiedo scusa a Sara per averla portata lo scorso dicembre). E’ composta da una prima parte di circa 8c fino a un riposo, parte in comune con una via che si chiama Gancho Perfecto. Il progetto da lì gira a sinistra e inizia la parte principale, 10 movimenti intensi fino al crux, che consiste in un lancio da un monodito di destro a una larga pinza di sinistra, il passo più duro della via. Questa sezione presa singolarmente potrebbe essere (e mi sa che lo è) più dura di 9a. Da lì ancora una sezione non facile, direi di 8a+ fino in catena, dove si rischia ancora di cadere.
Il settore El Raco de la Finestra
Il primo giorno ho provato subito le prime sezioni, nessun problema nella prima parte fino al riposo, e poi ancora abbastanza bene nei 10 movimenti che precedono il mono. Provo un paio di volte il singolo più duro e riesco a farlo abbastanza agilmente, considerando che quest’inverno, come singolo, mi veniva una volta su 5. Le buone sensazioni vengono però smorzate a fine giornata: il monodito tagliente mi apre un piccolo solco nel medio, e considero impossibile provarlo col dito nastrato, troppo poco attrito. Fine del primo giorno.

Col dito tagliato decido di provare la variante più facile della via, Gancho Perfecto, 9a liberato da Sharma nel 2008 e ripetuto solo da Ramonet e Adam Ondra. Parlando con Adam qualche mese fa, mi diceva che il crux finale era cambiato un po’ e una tacca che usava Chris si era rotta, lui pensa che potrebbe essere considerato 9a+ ora. Faccio un giro a provare la parte alta, dopo il riposo in comune con Perfecto Mundo, e poi un altro giro, e solo provandolo un po’ di volte mi entra il singolo finale, dopo 30 metri di via mi sembra impossibile, ma comunque rimaneva l’unica cosa da fare non riuscendo a provare il lancio del main project. 




Il terzo giorno mi scaldo bene e decido di non sprecare energie, volevo provare a vedere dove sarei caduto su Gancho Perfecto, essendo consapevole che da ghisato non avrei avuto nessuna possibilità di tenere l’ultimo singolo con sbandierata compresa. Ed è qui che è successo il miracolo. Parto e mi sento bene, arrivo al riposo come nuovo, non ho neanche il bisogno di riposare più di tanto, continuo per una sezione di resistenza, un’altra parte dura e mi ritrovo poco prima dell’ultimo blocco, sghisando un pochino, ma con la sensazione di non essere per niente ghisato. Neanche un po’ di acido lattico, a 30 metri da terra, avambracci nuovi, ce la posso fare. Arrivo sotto la fine, fresco, lancio, sbandiero e urlo tengo quella presa che mi aveva fatto sudare il giorno prima e arrivo in catena di Gancho Perfetto. Prima di partire non avrei scommesso un euro su di me, e invece mi sono ritrovato in cima, sorprendendo Lorenzo, Andrea che mi filmava, e soprattutto me stesso. Prima di partire ero convinto fosse un 9a+ e anche duro, ma la facilità con cui ho concatenato i movimenti mi ha fatto pensare che si possa collocare tra il 9 e il +, perciò 9a/+. Ma quello che conta di più non è il grado, ma quello che ho provato, lo stupore nel salire qualcosa che pensavo fosse impossibile fino al giorno prima, o comunque durissimo. E’ incredibile quello che possiamo fare, le potenzialità del nostro corpo sono illimitate (o quasi) e i limiti ce li poniamo noi. Io mi ero posto il limite che quella via era durissima, e così credevo, ma le mie braccia non hanno voluto crederci, e ho avuto il sangue freddo di seguire l’istinto di provare invece di fermarmi a recuperare. Ho superato il limite che mi ero autoimposto ed è stato del tutto casuale, quindi ho pensato che potevo utilizzare questi apprendimenti nell’immediato, sull’altro progetto. Su Perfecto Mundo mi ero posto un altro limite: il lancio del monodito con il dito nastrato è impossibile, e senza nastro mi si apre un taglio. Ho provato a cancellare dalla mia testa questo concetto, e provare a mettere il nastro e lanciare: risultato positivo, pinza stretta subito e aperte le possibilità di provarla nonostante il taglio sul dito. Altro limite mentale superato, altra sfida aperta: riuscirò ora a concatenare tutti i movimenti?

Gli ultimi due giorni li ho passati a fare dei tentativi seri, partendo dal basso e dando tutto. Sono sempre arrivato al lancio, troppo stanco per afferrare la pinza, un paio di volte l’ho accarezzata senza forze ma con la speranza che un giorno la stringerò nella mano. Purtroppo, 6 giorni per un progetto più duro di 9b non bastano, e ora mi ritrovo sul sedile dell’aereo di ritorno con le dita distrutte a raccontare i miei pensieri mentre torno a casa… Casa! Ora mi è venuto in mente qual è il posto più bello del mondo!


Il paese di Margalef
PS sto già prenotando il prossimo assedio, e sarà molto presto…