ALLA CONQUISTA DI EXCALIBUR CON ADAM ONDRA

ALLA CONQUISTA DI EXCALIBUR CON ADAM ONDRA

Ecco Excalibur: la via che si trova vicino ad Arco, in Trentino

Questa prima parte di 2022 continua a regalare grandi sfide, dopo aver aperto l’Arenauta nel Grottone di Sperlonga a febbraio, mi sono concesso solo qualche giorno di riposo prima di avventurarmi nella seconda grande impresa di questo anno davvero stimolante e che si preannuncia ricco di sorprese e progetti. Su invito di due climbers italiani, Cristian Dorigatti e Morris Fontanari, ho infatti deciso di tentare di liberare una nuova via che si chiama Excalibur, a Drena, vicino ad Arco in Trentino, dove vivo stabilmente. Il nome è dovuto, chiaramente, alla presenza di una spada conficcata nella roccia alla base della salita, un dettaglio che rende ancora più affascinante questo luogo magico.

Questa via è stata chiodata, qualche anno fa, proprio da Cristian e Morris ma non è mai stata salita da nessuno, compresi i suoi due “inventori”, che l’hanno provata per qualche giorno prima di chiamarmi. Si tratta di una via molto corta ma altrettanto impegnativa, che mette a dura prova anche i climber più esperti: per questo, sono stato chiamato proprio da loro per cercare di aprire finalmente la linea e riuscire in ciò che nessuno ha mai fatto prima. Dopo un primo tentativo già all’inizio del 2021, ho riaccettato la sfida con grande entusiasmo anche quest’anno e quindi eccomi qua, da qualche giorno, a provare e riprovare il percorso.

Ovviamente, non pretendo di riuscire a completarlo in breve tempo, quindi considero questi giorni primaverili come una “prova generale” in previsione dei tentativi definitivi che ho in programma in autunno. Il clima infatti sta diventando caldo e le condizioni di scalata a breve non saranno più ottimali, ma ci tenevo a prendere confidenza con Excalibur. Ci vorrà tempo, ma confido e spero di riuscire entro la fine dell’anno!

Un’impresa diversa rispetto a quelle del passato: insieme a me, infatti, ho deciso di chiamare anche Adam Ondra, un altro climber eccezionale che tutti conoscete e con cui ho già condiviso gare, sfide, imprese oltre a una sana rivalità. Affrontando Excalibur, ho deciso di mettere da parte le ambizioni personali e prediligere la collaborazione. Per una volta, non sarà importante chi aprirà la via, se io o Adam, ma sarà più importante completare la sfida, aiutandosi l’un l’altro per motivarci insieme. Chiunque sia a farlo per primo!

Così per una volta l’arrampicata, una disciplina tradizionalmente singola, diventa uno sport di squadra in nome di un bene superiore: aprire una nuova via e di difficoltà estrema! Per qualche giorno, Adam ha vissuto qui ad Arco e abbiamo provato insieme Excalibur, dandoci consigli, supportandoci a vicenda e mettendo insieme le nostre forze e le nostre capacità. Ci completiamo e con un sano e costruttivo confronto confidiamo di trovare i metodi migliori e tornare qui a ottobre carichi e pronti. E’ nato un bel team in cui ognuno spinge l’altro verso i propri limiti e un continuo miglioramento.

Quelli con Adam sono stati giorni stimolanti e per un breve periodo ci ha raggiunti anche un altro climber, Jakob Schubert, che ha dato anche lui il suo contributo al lavoro di squadra. Ora che Adam è tornato a casa ho continuato a provare la via da solo, e la proverò ancora prima di tornare con la testa ai numerosi impegni estivi. Ma intanto con Excalibur ho iniziato questo percorso non solo sportivo e professionale, ma anche di crescita personale. Un bagaglio di esperienza che mi porto dietro e che mi sarà certamente utile nei mesi a venire. Con Excalibur ci rivediamo in autunno probabilmente, ma nel frattempo avrò altre sfide stimolanti per i mesi più caldi.

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